Impianti dentali in zirconia: un nuovo modo di concepire l’implantologia

Impianti dentali in zirconia: un nuovo modo di concepire l’implantologia

L’implantologia dentale metal-free ha avuto inizio grazie al professore dell’Université Pierre et Marie Curie di Parigi, Sami Sandhaus, che nel 1960 ha brevettato il primo impianto ceramico in ossido di allumina Cbs (Cristalline bone screw), immediatamente seguito dall’impianto Cerasand. Da subito i lavori clinici hanno mostrato un’eccellente osteointegrazione, l’assenza di infiammazioni a livello dei tessuti ed ottimi risultati dal punto di vista estetico.

Ciò ha portato molte aziende a produrre impianti privi di metalli. Tuttavia, è solo con l’introduzione della zirconia che si è assistito ad una vera e propria rivoluzione in campo odontoiatrico, destinata a surclassare il titanio, un materiale che causa non pochi problemi a livello del cavo orale. Negli ultimi 10 anni gli impianti dentali in zirconia stanno prendendo sempre più piede e sono sempre più richiesti dai pazienti.

Perché la zirconia è ideale per gli impianti dentali?

La zirconia (o ossido di zirconio) è un materiale biocompatibile non metallico, impiegato in medicina da oltre quarant’anni con eccellenti risultati. Il suo recente utilizzo in odontoiatria è dovuto ad alcune importanti caratteristiche: l’assenza di metalli, che protegge da potenziali reazioni allergiche, l’elevata resistenza alla corrosione, alla rottura ed all’usura, e l’ottimo risultato estetico.

Gli impianti in zirconia sono molto gradevoli alla vista, poiché impediscono la formazione dell’antiestetico alone scuro intorno alle gengive, che si manifesta a seguito dell’installazione degli impianti in titanio nei soggetti dotati di gengive sottili e che porta alla necessità di un innesto gengivale. Inoltre, l’ossido di zirconio presenta una elasticità ideale ed è meno soggetto a rotture del titanio.

A ciò si aggiunge anche una buona capacità di osteointegrazione, che determina un’affinità con le gengive totale e decisamente superiore agli impianti in metallo. Infine, non bisogna dimenticare. Tuttavia, l’aspetto più importante è la resistenza alle aggressioni batteriche. Infatti, la placca non riesce ad aderire a questo materiale, evitando così l’insorgenza di patologie infiammatorie gengivali od ossee.

Allergie ai metalli: quali rischi si corrono?

L’introduzione della zirconia nell’implantologia è stata dettata soprattutto dal fatto che negli ultimi anni è cresciuto il numero di persone allergiche od intolleranti ai metalli. Uno dei più temuti è il nichel, che è presente in concentrazioni variabili anche negli impianti dentali in leghe di titanio.

É responsabile del 20% delle dermatiti allergiche da contatto. In Italia ad essere maggiormente colpite sono le donne, con un incidenza pari all’8-15%, mentre gli uomini dell’1-3%. Deleterio è il contatto ripetuto, anche con piccole dosi di questo metallo, in quanto può causare importanti lesioni a livello sistemico, ma anche eczemi, cheliti, perimplantiti, gengiviti iperplastiche, Les, fibromialgie e perdita degli impianti dentali.

L’impiego di impianti in ceramica, in molti casi, è una scelta obbligata. Tuttavia, viste le elevate potenzialità è destinata a soppiantare il titanio e tutti i materiali metallici. Sicuramente, il prezzo previsto è leggermente più elevato, ma la durata è nettamente superiore. Si tratta, in effetti, di una sorta di investimento per la vita, in grado di garantire non poche soddisfazioni al paziente.

Redazione

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