È stato recentemente arrestato a Reggio Emilia uno spacciatore già piuttosto noto nella zona e spesso intento a “lavorare” in Corso Garibaldi tanto da essere notato dagli abitanti e dai passanti.

Questo articolo è stato ricavato da una notizia già pubblicata su www.lavocedireggioemilia.it, dove si può leggere la notizia originale per approfondire il tema, così come trovare molte altre news interessanti, riguardanti la zona di Reggio Emilia.

Il pusher reggiano era stato notato da parecchi giorni in città, sempre in atteggiamenti piuttosto sospetti e abbastanza espliciti che, in base alle segnalazioni dei cittadini, potevano essere riconducibili effettivamente ad un’attività di spaccio di stupefacenti.

Un’attrezzatura completa per la preparazione e la vendita delle dosi

Lo spacciatore, di 46 anni e originario della stessa città di Reggio, è stato infatti trovato in possesso di diverse dosi di cocaina, di un bilancino per la pesa e di materiali e strumenti per il taglio, la preparazione e il confezionamento delle dosi da distribuire.

Una volta ricevute le diverse segnalazioni di una probabile attività di questo tipo, i carabinieri hanno messo sotto controllo tutta la strada, individuando lo spacciatore che, uscito da un portone, si aggirava per il corso parlando spesso al telefono.

Già conosciuto dagli stessi carabinieri per via dei precedenti, sempre in fatto di spaccio di stupefacenti di varia natura, nel momento in cui è stato fermato era in possesso di diverse dosi di cocaina già confezionate e pronte da vendere, nascoste in un pacchetto di sigarette.

Successivamente, durante la perquisizione avvenuta nella casa dello spacciatore, sono state trovate ulteriori dosi di stupefacenti, oltre al materiale per il taglio e la preparazione, compreso sasso in polvere e altre sostanze usate in genere per tagliare la droga.

Arresto del pusher con finale comico

L’arresto dello spacciatore di droga è finito con un dettaglio piuttosto divertente: finito nelle mani dei carabinieri, il suo cellulare continuava a squillare con insistenza. Si trattava di un cliente del pusher, contrariato per il mancato appuntamento con il proprio fornitore personale.

L’area di Reggio Emilia e di Modena è già comunque piuttosto nota a militare e forze dell’ordina a causa della frequentazione dei pusher, soprattutto per la presenza di diverse organizzazioni, sia italiane che straniere, che gestiscono il narcotraffico locale.

Solo pochi giorni prima dell’evento di Corso Garibaldi era stata portata a termine un’operazione antidroga molto vasta, coinvolgendo il territorio di diverse provincie.

L’attività di spaccio avviene di solito in zone periferiche e lungo strade che collegano una città all’altra, tuttavia il pusher di Reggio Emilia operava in una via del centro cittadino abitata e molto frequentata.

La presenza dello spacciatore è infatti stata notata dalle persone abitanti nella zona o casualmente di passaggio durante l’attività di compravendita della droga. Notando l’uomo spesso intento a passeggiare lungo il corso senza raggiungere alcuna meta e senza avere una direzione ben precisa, inoltre impegnato in conversazioni telefoniche per gran parta del tempo, ha creato diversi sospetti, fino alla decisione di allertare i carabinieri.

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